COSA TI MANCA PER ESSERE FELICE ?

Cosa ti manca per essere felice ? 

Spettacolo di danza e incontro con SIMONA ATZORI  Ballerina e artista

Nell’ambito della rassegna «Costruire ponti», sabato 20 al Teatro Fumagalli di Vighizzolo, lo spettacolo di Simona Atzori. Una donna che ha deciso di andare oltre qualunque limite, facendo della diversità il motore di una meravigliosa lezione di vita

Quest’anno il Centro culturale Luigi Padovese di Cucciago (Co) propone una serie di incontri ed eventi dal titolo «Costruire ponti», tema particolarmente caro a mons. Bizzeti, successore di Mons. Padovese in Anatolia, che ha fatto del “costruire ponti” il punto focale della sua opera pastorale.
E il primo evento  – in programma per sabato 20 ottobre al Teatro Fumagalli di Vighizzolo di Cantù – è un incontro con un’artista, Simona Atzori.
Ballerina (ha ballato con Roberto Bolle, si è esibita sul palco di Sanremo, e per il Giubileo del 2000), pittrice, scrittice e life-coach.
Ma soprattutto … una grande donna.

Simona Atzori: «Dio mi ha voluto senza braccia e io gli sono grata».
Una donna che ha deciso di andare oltre qualunque limite, facendo della diversità il motore di una meravigliosa lezione di vita.
Una donna che giorno per giorno ha costruito, sta costruendo con determinazione e con gioia il suo ponte verso la felicità.
Ma cosa vuol dire essere felici?
I nostri limiti (tanti, pochi, grandi, piccoli, evidenti, nascosti …) ci impediscono di essere felici? E noi siamo fermi e rassegnati o stiamo anche noi costruendo il nostro ponte verso la felicità?
E allora … guardiamola danzare e dipingere sul palco del Fumagalli di Vighizzolo-Cantù, ascoltiamo la sua storia.

Una storia di sogni, opportunità e di libertà. Per riscoprire le infinite possibilità di ognuno di noi di continuare la costruzione … di quel ponte.

Biglietti
Ingresso unico € 10
In vendita presso
– Libreria La Speranza a Vighizzolo, Via Pasubio 4
– Libreria Libooks a Cantù, Via Dante 8a
– Oratorio di Cucciago, giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30

Per maggiori informazioni scrivere a centroculturalepadovese.info@gmail.com

Simona Atzori nasce a Milano nel 1974 da genitori di origini sarde. E’ nota al grande pubblico per essere una ballerina e pittrice straordinaria, nel vero senso letterale della parola.
Simona è nata priva degli arti superiori, nonostante ciò, ha saputo fare del proprio handicap un elemento di unicità in campo artistico: potenziando e concentrandosi sull’uso degli arti inferiori ha dedicato tutte le sue energie alla pittura e alla danza, discipline nelle quali il suo talento eccelle in modo oggettivo.
Si avvicina alla pittura fin da piccolissima. Nel 1983, all’età di nove anni, entra a far parte dell’”Associazione mondiale di artisti che dipingono con bocca o piedi”.
Nel 2001 consegue la laurea in “arti visuali” presso la University of Western Ontario, in Canada.
Oltre all’Italia, i suoi dipinti trovano spazio nelle gallerie di tutto il mondo, dalla Svizzera all’Austria, dal Portogallo alla Cina. Dal 2008 una sua mostra permanente è presente nella città di London, in Ontario (Canada).
Inizia a danzare all’età di sei anni, seguendo le prime lezioni. Coltiva questa passione negli anni, fino ad arrivare nel 2000 ad esibirsi in un luogo unico, che prima di allora non aveva mai visto al suo interno un’attività artistica di questo tipo, una Chiesa: Simona è in questo contesto Ambasciatrice per la Danza del Grande Giubileo.
Nell’edizione del 2003 del Pescara Dance Festival, balla su una coreografia di Paolo Lando, al fianco dell’etoile Marco Pierin.
In occasione delle Paralimpiadi invernali del 2006 che si svolgono a Torino, viene invitata a danzare nella cerimonia di apertura.
Nel 2002 viene istituito il premio d’arte che porta il suo nome. Tale premio è stato conferito negli anni a diversi nomi noti della danza, tra i quali ne ricordiamo due di grande spicco: Carla Fracci e Roberto Bolle.
Nel corso della sua carriera di artista ha avuto modo di donare a Giovanni Paolo II un ritratto del Santo Padre da lei realizzato.
Nel 2005 il giornalista Candido Cannavò, pubblica il libro “E li chiamano disabili” (Storie di vite difficili coraggiose stupende). Nel libro vengono narrate sedici storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio della non-rassegnazione; tra queste c’è anche quella di Simona Atzori.
Insieme alla Fondazione Fontana presta in prima persona il suo operato per aiutare a creare in Kenya un aiuto per il sistema educativo.
Dotata di una vitalità e di un temperamento di straordinaria positività, Simona Atzori lavora anche come formatrice, conducendo incontri motivazionali per studenti o dipendenti di grandi aziende. Con il suo esempio e i suoi risultati, ma soprattutto grazie al suo atteggiamento verso la vita, riesce a trasmettere efficacemente agli altri il giusto messaggio per affrontare un miglioramento personale.